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26/11/2005

Marlboro morbide

Hola queridi. Dopo tanto silenzio eccomi per un fugacissimo (connessione troppo costosa e pochi bolivar rimastimi) aggiornamento. Salpati da Pto La Cruz ci siamo diretti a La Tortuga, dove siamo rimasti all'ancora per 4 o 5 giorni in attesa del passaggio di una burrasca caraibica di fine stagione. Dall'isoletta, piccola e abbagliante per il sole sulla sabbia bianchissima, ci siamo mossi alla volta dell'arcipelago di Los Roques, la cui isola principale, Gran Roque, e' l'unica a composizione rocciosa, il resto sono accumuli corallini piu' o meno grandi, tutti bianchissimi, con fondali ricchi di colori, aragoste saborose, coralli, pesci e altre meraviglie. La settimana in giro per isole e' stata abbastanza stancante, ma sicuramente piacevole. La navigazione breve e quasi sempre a motore per l'assenza di vento che, dicono, arrivera', non mi ha creato particolari disagi, eccetto un giorno di ubriachezza (ahime') e mal di mare. per oggi e' previsto il nostro trasferimento verso ovest alla volta di un altro piccolissimo arcipelago (Las Aves), quindi le tre sole olandesi (Arua, Bonaire e Curaçao) infine Le Saint Blas, 365 isolette nei pressi della (mia) meta, Panama city. Provero' a decrivere piu' estesamente quello che i miei occhi, mai abbastanza grandi, sono riusciti a vedere e registrare. Intanto accontentatevi di queste poche anticipazioni. Affetti a parte non mi manca nulla. Tranne la marlboro morbide.

postato da: solocalzinidicotonescuri alle ore 16:39 | link | commenti (5)
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07/11/2005

lunedì

 "Meglio muoversi nella direzione sbagliata che stare fermi in quella giusta". E' un aforisma di Guillermo Ferrari che è stato maestro di vela (venezuelano) del primo amico che la mia memoria ricordi. Sto sentendo moltissimo l'emozione per la partenza imminente, immancabilmente entro domani mattina per ragioni di vento e luce, perchè non vogliamo arrivare di notte a Puerto La Cruz, distante solo poche ore di navigazione. Adesso ho anche qualche foto del cantiere NAVIMCA, il proprietario è un Italiano di Pizzo Calabro, molto gentile e affabile, ma forse troppo caraibico nello spirito per imprendere con buoni risultati. 

Il sole è alto e caldo, la temperatura è di 35°, con 1012 mb di pressione e il 61% di umidità. Vento (qui pane per gli affamati e acqua per gli assetati) praticamente una bava. Esperemos. 

postato da: solocalzinidicotonescuri alle ore 18:19 | link | commenti (5)
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04/11/2005

 "Mi padre decea que todos los dias se aprendia algo nuevo". Non so se la trascrizione spagnola sia esatta, ma non importa. Oltre che nella mia agendina e (da adesso) qui, questa frase e gli occhi nerissimi e altrettanto superlativamente vivi di Miguel, resteranno nei miei ricordi. Miguel è uno dei capo cantiere di Navimca, una darsena dove decine di velieri, barche, pescherecci e zatteroni, sono quotidianamente coccolati dai rispettivi armatori o da chi per loro. Si respira un'aria di grande solidarietà e ci si sente, lupi di mare e criceti alle prime armi come me, parte di una sorta di popolo di apolidi e sognatori. Miguel è giovane, avrà una trentina d'anni, adesso non è più un manovale, ma per anni ha diviso il destino e il pericolo con le maestranze di Navimca in carpinteria (la falegnameria), in officina motori, sotto le chiglie e le derive di barche pesanti tonnellate, tenute sospese in aria dalle cinghie di un carro-ponte, senza nessuna protezione e per qualche centinaia di migliaia di bolivar al mese, mai più di 50$. Con lui molti altri, come don Pedro, un settantacinquenne brasiliano, passato per le prigioni francesi della Cayenna, e arenatosi in Venezuela più di trent'anni fa, costretto ancora a smontare e montare motori a 40° all'ombra perchè il governo del suo paese non prevede pensione, nè alcuna forma di assistenza o servizi sociali per gli anziani. Don Pedro che nei ritagli di tempo legge riviste storiche e chiede in giro se Alessandro magno visse in Grecia o a Roma e se Al Capone fosse siciliano o no.

"Mi padre decea que todos los dias se aprendia algo nuevo".
Miguel ha voluto lasciare una traccia permanente sulla mia agendina, ha scritto la frase con mano malferma perché l’indice della sua mano destra è rimasto sotto un cavo d’acciaio del carro-ponte, per essere sicuro di continuare ad esserci anche domani, anche tra dieci anni forse, quando rileggerò gli appunti di questo viaggio e penserò a lui e a un quadrifoglio ai Caraibi. Perchè oggi, mentre con lui e molti altri assistevo all'imbragatura di que serà (il veliero con cui salperò a giorni con mon capitain il Baffo) prima dell'ultima verniciatura con l'antivegetativo, in un aiuola ho trovato il primo quadrifoglio della mia non brevissima esistenza e ho pensato ad altri occhi e ad altri viaggi. Quando a Bologna, sui prati dei giardini Margherita li cercavo ottusamente senza successo. Allora due occhi chiari, forse per consolarmi, mi spiegarono fermi che i quadrifogli non portano fortuna in generale, ma solo se regalati e solo alla persona che li riceve. Non so se sia davvero così, ma superata la tentazione di metterlo a seccare nella mia agendina come primo trofeo fortunato di questo viaggio, ho regalato il quadrifoglio caraibico a Miguel. Ho provato a spiegarli, in uno spagnolo che sa di siciliano e di veneto, di francese e di italiano la storia della fortuna che si regala e lui, pieno di gratitudine, lo ha messo sul suo carro: la sua scassatissima macchina americana. Ne avrà bisogno, più di me forse.
 
postato da: solocalzinidicotonescuri alle ore 04:03 | link | commenti (4)
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03/11/2005

e volta nostra poppa nel mattino

sono a cumanà alla darsena. salperemo tra un paio di giorni per isolette sparse. sto scrivendo delle mail collettive agli amici. non ho tutti gli indirizzi, quindi se volete aggiornamenti caraibici lasciate tracce aqui. vi voglio bene e ho messo via i calzini.

 

postato da: solocalzinidicotonescuri alle ore 16:46 | link | commenti (2)
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