
65 anni dall'eccidio delle Ardeatine. Il susseguirsi di giornate della memoria (spesso contesa e contrapposta per sua stessa natura) diluisce il ricordo, annacqua l'indignazione, lima la fermezza della posizione. E' inevitabile forse. Altrettanto inevitabile dimenticare. L'oblio è tra le possibilità della storia. Olocausto, foibe, vittime del terrorismo, Piazza Fontana, Bologna. Ovvio ricordare, altrettanto ovvio dimenticare. perché no?
Questo blog si è occupato in passato delle Ardeatine e di uno dei suoi responsabili, il capitano Priebke, inquilino del condominio in cui vivo. Un vicino di casa quindi, un nazista da terzo piano, un vecchio che ogni mercoledi mattina incrocio davanti casa quando esco per andare al lavoro e lui per la sua passeggiatina scortata dalla polizia. Sarà per questo che non dimentico? Perchè è un fatto personale?
Non sono mai riuscito a dirgli nulla. Ma vorrei. Eccome se vorrei. Domani proverò a dirgli "sessantacinque". Chissà che non capisca che c'è ancora chi lo ritiene un odioso assassino sessantacinque anni dopo le sue prodezze.
Oggi, invece, solo fiori per le Ardeatine.

Con il consueto savoir faire, tempestivo nei modi ed equilibrato nei toni, il ministro Brunetta ha battezzato l'Onda(degli studenti in lotta): <<guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri>>.

C'è da augurarsi che si avvii un circolo virtuoso per cui se si ritiene uno studente che protesta un guerrigliero, lo studente che protesta può iniziare a ritenersi tale?
*Nella foto il ministro Renato Brunetta ritratto con la compagna.
**Scelgo la foto non per becero gossip, ma perchè è sempre bene introdurre nell'inquadratura oggetti terzi per apprezzare la scala dei soggetti(fonte: qualsiasi buon manuale di fotografia).

Tra i disegni di legge per la rete merita una particolare attenzione quello presentato dall’onorevole Gabriella Carlucci. Guido Scorza, avvocato, giurista e blogger, ha fatto una scoperta singolare, anzi due: che l’onorevole Carlucci ha un consulente segreto che con il tema trattato nel testo non avrebbe niente in comune, e che nel disegno c’è uno strano contrabbando terminologico. Ecco il messaggio che mi ha mandato:
Caro Vittorio,
L’On. Carlucci, nei giorni scorsi, ha finalmente, pubblicato in Rete la
sua ultima iniziativa legislativa: una proposta di legge intitolata
“Internet territorio della libertà, dei diritti e dei doveri”.
La notizia potrebbe finire qui con un invito a leggere il testo della
proposta ed un solo commento: dopo l’emendamento D’Alia e il ddl
Barbareschi, si tratta di un ennesimo attacco alla Rete.
Ma, in questo caso, c’è di più perché l’On. Carlucci prima di pubblicare
la proposta sul suo blog ha avvertito l’esigenza di replicare alle
critiche diffusesi in Rete all’indomani delle prime indiscrezioni sulla
proposta medesima e nel farlo ha sottolineato con forza e passione che
la propria iniziativa affonda le radici nell’esigenza di difendere i
nostri bambini dal fenomeno della pedofilia on-line.
Come non plaudire a tali buone intenzioni?
Peccato solo che leggendo il testo della proposta e la relazione di
accompagnamento non si trovi nessuna traccia della volontà di reprimere
il fenomeno della pedofilia online – in relazione al quale, per inciso,
il nostro Paese è dotato di un efficace sistema di strumenti
giuridico-operativi – ma, piuttosto, la solita preoccupazione per la
tutela degli interessi dell’industria audiovisiva contro il fenomeno
della pirateria online.
Malignità gratuite potrebbe dire qualcuno.
Niente affatto perché nel commentare la proposta di legge Carlucci,
guardando nelle proprietà del file .doc pubblicato dall’Onorevole sul
proprio sito mi sono accorto che il documento è stato redatto
utilizzando un software intestato a Davide Rossi, Presidente della Univideo.
Se un’iniziativa legislativa viene presentata dall’On. Carlucci – già
protagonista della conversione in legge del famigerato decreto Urbani
anti P2P – è scritta dal Presidente della principale associazione di
categoria dell’industria audiovisiva e ha il profumo
dell’antipirateria…è lecito almeno dubitare che la reale intenzione
fosse difendere i bambini dalla pedofilia online.
Guido Scorza
Scorreggette.