65 anni dall'eccidio delle Ardeatine. Il susseguirsi di giornate della memoria (spesso contesa e contrapposta per sua stessa natura) diluisce il ricordo, annacqua l'indignazione, lima la fermezza della posizione. E' inevitabile forse. Altrettanto inevitabile dimenticare. L'oblio è tra le possibilità della storia. Olocausto, foibe, vittime del terrorismo, Piazza Fontana, Bologna. Ovvio ricordare, altrettanto ovvio dimenticare. perché no?
Questo blog si è occupato in passato delle Ardeatine e di uno dei suoi responsabili, il capitano Priebke, inquilino del condominio in cui vivo. Un vicino di casa quindi, un nazista da terzo piano, un vecchio che ogni mercoledi mattina incrocio davanti casa quando esco per andare al lavoro e lui per la sua passeggiatina scortata dalla polizia. Sarà per questo che non dimentico? Perchè è un fatto personale?
Non sono mai riuscito a dirgli nulla. Ma vorrei. Eccome se vorrei. Domani proverò a dirgli "sessantacinque". Chissà che non capisca che c'è ancora chi lo ritiene un odioso assassino sessantacinque anni dopo le sue prodezze.
Oggi, invece, solo fiori per le Ardeatine.
