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18/06/2007

Forse Ardeatine. Forse..

Erich Priebke(già agente Gestapo, già ufficiale SS, già proprietario del Vienna Delicatessen di Bariloche, già pensionato nullatenente, già detenuto per i tragici fatti delle Fosse Ardeatine, ora ergastolano, scrittore ed editore) potrà andare a lavorare tutti i giorni, libero nella persona nello studio del suo legale, il neofascista Paolo Giachini.
Il magistrato militare di sorveglianza scrive che l'ex ufficiale è "autorizzato a recarsi, anche giornalmente e libero nella persona, nello studio dell’ avvocato Paolo Giachini, per rimanervi per l'arco temporale che avrà cura di segnalare con congruo anticipo alle autorità di polizia preposta al controllo […]  il detenuto durante le ore di lavoro nello studio legale potrà uscire soltanto per soddisfare, nei luoghi più vicini e per il tempo strettamente necessario, le rappresentate indispensabili esigenze di vita". Non dovrà portarsi il panino da casa per intenderci, diventando così il più tipico dei lavoratori atipici: neoassunto a 93 anni, con mansioni editoriali in uno studio legale e ticket restaurant in dotazione. In più, come accade al più tipico degli atipici, è ospitato a casa del suo avvocato e datore di lavoro e, come accade alla maggioranza dei dipendenti neoassunti, è il datore di lavoro che lo porta in ufficio. L'Italia, si sa, è una Repubblica fondata sulla bontà dei datori di lavoro.

Quali riflessioni?
Le reazioni sono state in avvio timide e di circostanza. Un ministro della Repubblica (un guarda pistilli) si è detto indignato, anche se le competenze in materia (giustizia?) non le ha lui, poi, ha tenuto a precisare, che  tanta indignazione nasceva dal suo immedesimarsi nel sentire ebraico. Probabilmente ignora che alle Fosse Ardeatine furono massacrati non solo ebrei, ma cittadini di ogni estrazione politica, religiosa, sociale.
La sinistra che ama definirsi di lotta e di governo si è indignata in ordine sparso. Alcuni con più veemenza, altri con scarsa convinzione.
Pian piano poi sono arrivate le proteste, quelle vere.
Stamani, davanti casa del neoeditorescrittore, si sono radunate circa sessanta persone (organizzate dalla comunità ebraica romana) per gridare il loro sdegno per una concessione che certo tutela poco la memoria e il rispetto per le vittime delle Ardeatine, fatto salvo che è assolutamente legittima e prevista dal codice.
Dunque tutto nella più piena legalità, come in più occasioni ribadito dal combattivo avvocato Giachini. Un uomo che del rispetto della legge ha fatto la propria bandiera. Bandiera nera, naturalmente.
"Qualcuno-ha dichiarato l’avvocato-ha chiesto a chi ha sganciato la bomba su Hiroshima se si fosse pentito? No, perché la guerra è fatta così". Secco e determinato l'avvocato. Vorrei fare sapere che qualcuno lo ha chiesto e il comandante della missione Enola Gay, Paul W. Tibbets ha così risposto: "Io non ho mai perso una notte (di sonno) su questo affare. Io penso che stavo facendo la cosa giusta, e penso tranquillamente che ho fatto la cosa giusta. Ho l'appoggio di migliaia di uomini e ufficiali che si fanno avanti e dicono: <<Tu mi hai salvato il sedere.>> Questo è ciò che volevo, e ne sono maledettamente felice".
Il ragionamento di Giachini continua: "In un paese democratico uno stato di diritto non si può piegare al problema del singolo. Qui c'è una legge e va rispettata". Spiccano le sottili premesse del ragionamento, il logico incedere, l’ardita provocazione. E ancora quella parola. La legge.
Ecco come L’avvocato Giachini si interessa alla legge nelle vicende che lo riguardano direttamente.
                                                          (segue)

13/06/2007

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Sto lavorando (sentimentalmente) a un post su questo, come dire.. editore.

   ...assassino, assassino, assassino, assassino, assassino, assassino...