(ANSA) - GINEVRA, 12 GEN - Delle nuvole sospette mostrate da
foto e tv nella Striscia di Gaza e indicate da qualcuno come
tipiche dello scoppio di bombe al fosforo bianco (proibite dalle
convenzioni internazionali per le zone densamente popolate), una
fonte israeliana dice oggi: ''Sono bombe fumogene, ma un po' di
fosforo nelle munizioni c'e'''.

La fonte, citata stamani dalla
Radio svizzera italiana, non ha fornito informazioni sulla
quantita' di fosforo bianco presente nelle munizioni usate da
Israele.
Nei giorni scorsi il 'Times' di Londra e l'organizzazione per
i diritti umani Human Rights Watch (Hrw) hanno accusato le forze
israeliane di avere fatto uso di munizioni al fosforo bianco.
Israele avrebbe fatto ricorso a queste munizioni per creare
cortine fumogene e rendere meno visibili i movimenti delle
proprie forze, un impiego consentito dal diritto internazionale,
ha precisato Hrw, sottolineando tuttavia che il fosforo bianco
puo' provocare incendi e terribili ustioni. Per questo - afferma
Hrw - non deve essere usato nelle zone densamente popolate.

Quali riflessioni?
Le reazioni sono state in avvio timide e di circostanza. Un ministro della Repubblica (un guarda pistilli) si è detto indignato, anche se le competenze in materia (giustizia?) non le ha lui, poi, ha tenuto a precisare, che tanta indignazione nasceva dal suo immedesimarsi nel sentire ebraico. Probabilmente ignora che alle Fosse Ardeatine furono massacrati non solo ebrei, ma cittadini di ogni estrazione politica, religiosa, sociale.
La sinistra che ama definirsi di lotta e di governo si è indignata in ordine sparso. Alcuni con più veemenza, altri con scarsa convinzione.
Pian piano poi sono arrivate le proteste, quelle vere.
Stamani, davanti casa del neoeditorescrittore, si sono radunate circa sessanta persone (organizzate dalla comunità ebraica romana) per gridare il loro sdegno per una concessione che certo tutela poco la memoria e il rispetto per le vittime delle Ardeatine, fatto salvo che è assolutamente legittima e prevista dal codice.
Dunque tutto nella più piena legalità, come in più occasioni ribadito dal combattivo avvocato Giachini. Un uomo che del rispetto della legge ha fatto la propria bandiera. Bandiera nera, naturalmente.
"Qualcuno-ha dichiarato l’avvocato-ha chiesto a chi ha sganciato la bomba su Hiroshima se si fosse pentito? No, perché la guerra è fatta così". Secco e determinato l'avvocato. Vorrei fare sapere che qualcuno lo ha chiesto e il comandante della missione Enola Gay, Paul W. Tibbets ha così risposto: "Io non ho mai perso una notte (di sonno) su questo affare. Io penso che stavo facendo la cosa giusta, e penso tranquillamente che ho fatto la cosa giusta. Ho l'appoggio di migliaia di uomini e ufficiali che si fanno avanti e dicono: <<Tu mi hai salvato il sedere.>> Questo è ciò che volevo, e ne sono maledettamente felice".
Il ragionamento di Giachini continua: "In un paese democratico uno stato di diritto non si può piegare al problema del singolo. Qui c'è una legge e va rispettata". Spiccano le sottili premesse del ragionamento, il logico incedere, l’ardita provocazione. E ancora quella parola. La legge.
Ecco come L’avvocato Giachini si interessa alla legge nelle vicende che lo riguardano direttamente.
(segue)